I MAGGENGHI O PRATI MONTANI

Il maggengo è quell’area intermedia di pascolo del bestiame  tra il villaggio di fondovalle e la sede estiva  d’alpeggio in alta quota. Sui maggenghi o prati montani  il bestiame pascola nel periodo primaverile e in quello autunnale ossia prima di salire all’alpe e prima scendere in pianura.

Prati da sfalcio nei pressi di Brione (BS)

Prati da sfalcio nei pressi di Brione (BS)

  La funzione pricncipale dei maggenghi è quella di essere fonti di produzione di foraggio utilizzato gran parte in loco e, in minima parte, per essere trasportato nella cascina di fondovalle come scorta per l’inverno.

Maggengo in pendenza nei pressi di Brione (BS)

Maggengo in pendenza nei pressi di Brione (BS)

Questi prati montani hanno come caratteristica comune quella di essere gestiti con tecniche estensive e tradizionali costituite da periodici sfalci e concimati mediante lo spargimento del letame.

Letame animale

Letame animale

Infatti, per contrastare l’azione lisciviante prodotta dall’acqua dei temporali – che tende a deupauperare il terreno da alcuni importanti elementi della sua fertilità – bisogna procedere con  l’apporto di materiale concimante. La conservazione e il miglioramento del prato è, dunque, in stretta relazione con la regolare distribuzione delle deiezioni animali.

L’utilizzo del letame per concimare i prati  garantisce quindi una buona produzione di foraggio per l’anno successivo (un taglio o due all’anno, e un po’ di pascolo in settembre). La concimazione avviene attraverso la pratica dello smandramento ossia sull’appezzamento di prato  già pascolato si lascia pernottare la mandria ovvero, durante il periodo invernale, si porta il letame con i carri o carriole  ammassandolo dapprima sul maggengo per poi distribuirlo manualmente con la forca in modo uniforme.

 A tal fine i maggenghi sono spesso collegati ai luoghi abitati da sentieri abbastanza larghi (molti sono ancora visibili e agevolmente praticabili) tali da consentire il passaggio dei carri per la raccolta del fieno e per la concimazione.

Maggengo in pendenza nei pressi di Brione (BS)

Maggengo in pendenza nei pressi di Brione (BS)

Oggi, però, i maggenghi sono stati quasi ovunque abbandonati a causa del progressivo disinteresse verso le attività agricole di collina e montagna. Si assiste infatti ad una progressiva diminuizione delle superfici occupate dai maggenghi in favore del bosco. Le cause di questo fenomeno sono da ricercarsi principalmente nell’abbandono delle colture montane che consentivano di creare spazi atti alla produzione foraggera (prati e pascoli), all’attività produttiva (vigneti e frutteti) e all’attività di caccia (radure dei capanni).  Così facendo si è innescato un processo di inarbustamento della cotica erbosa preludio al ritorno del bosco.

Utili interventi alla salvaguardia e all’incremento della biodiversità degli spazi aperti di collina e montagna vanno, pertanto,  individuati nel ripristino della tecniche culturali tradizionali dei prati stabili, nel contenimento dell’avanzata del bosco, nel mantenimento dei capanni e dei roccoli.  Per fare ciò una strada percorribile potrebbe essere quella di far collaborare gli Enti Pubblici con i proprietari privati attraverso la previsione di premi incentivanti che sostengano economicamente chi si adoperi in tal senso.

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