FORMAGGI d’ALTURA: una giuda tra gli alpeggi dell’arco alpino

L’avvicinarsi dei mesi estivi mi spinge a presentare una guida per chi, escursionista o semplice appassionato di montagna, intende ricercare emozioni autentiche. Si tratta di ” Formaggi d’Altura”, la guida scritta da Beppe Caldera ed edita da Vivalda Editori nel 2012.

Copertina
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Il lavoro in oggetto è unico nel suo genere in quanto nel recensire oltre centosettanta malghe ed alpeggi dell’arco alpino si pone come obbiettivo non solo quello di stimolare la voglia di trekking, ma intende fornire altresì le indicazioni necessarie per esplorare e ricercare formaggi d’autore. Infatti dovete sapere che i caci realizzati in montagna, pur essendo accumunati da elementi tecnici comuni (taglio della cagliata a chicco di riso, semicottura, uso di latte crudo), sono tra loro molto diversi, non solo da regione a regione, ma a volte perfino nell’ambito della stessa valle. Questa diversità è dovuta alle essenze erbacee di cui si nutrono gli animali che crescendo in maniera differente  da pascolo a pascolo donano ai formaggi sentori e profumi mai uguali. Nella guida i formaggi sono il filo conduttore di un viaggio che porta il turista alla riscoperta di un patrimonio culturale materiale e immateriale di cui la montagna è ricca; sarà così possibile ammirare l’architettura dei fabbricati d’alpe, riscoprire i vecchi utensili usati nella caseificazione, apprendere gli antichi saperi legati alla lavorazione del latte. L’escursionista potrà così dare al proprio viaggio oltre ad una valenza ludica anche educativa. Dal punto di vista grafico, per ogni alpeggio recensito vengono fornite informazioni in ordine alla sua ubicazione, alla tipologia di formaggio prodotto, al tipo di animali caricati (vacche, capre, pecore). Molto utili sono poi le indicazioni riguardanti le strade di accesso, i recapiti, le coordinate GPS e le indicazioni cartografiche. Con questi dati alla mano il turista potrà interpetrare più facilmente il modo dell’alpeggio consentendogli di avvicinarsi con curiosità e voglia di imparare. E’ con questo auspicio che invito tutti coloro che hanno a cuore la montagna e il suo patrimonio a intraprendere i sentieri che portano alle terre alte.

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